Semaglutide e tirzepatide rappresentano oggi i farmaci più discussi nella cardiologia metabolica. Condividono la classe terapeutica degli agonisti del recettore GLP-1, ma differiscono per meccanismo d’azione, efficacia e indicazioni prioritarie.

Meccanismo d’azione

Semaglutide è un analogo del GLP-1 con elevata omologia di sequenza rispetto alla molecola umana. Agisce riducendo l’apporto calorico, rallentando lo svuotamento gastrico e migliorando la funzione endoteliale. Tirzepatide è invece un doppio agonista GLP-1/GIP: l’agonismo aggiuntivo sul recettore GIP potenzia la perdita di peso, mitiga la nausea e migliora ulteriormente il profilo lipidico e metabolico.

Evidenze cardiovascolari

Semaglutide vanta il curriculum clinico più solido per la prevenzione cardiovascolare: i trial SUSTAIN-6, PIONEER-6, SELECT e SOUL hanno dimostrato riduzioni significative dei MACE in pazienti diabetici e non, con e senza malattia aterosclerotica. Tirzepatide ha dimostrato non inferiorità rispetto a dulaglutide nel trial SURPASS-CVOT, ma i dati di outcome cardiovascolare hard restano più limitati.

Efficacia sul peso corporeo

Il trial SURMOUNT-5, primo confronto diretto tra le due molecole, ha dimostrato la superiorità di tirzepatide 15 mg rispetto a semaglutide 2,4 mg nella perdita di peso corporeo (−20,2% vs −13,7%, p<0,001) in adulti non diabetici con obesità.

Come scegliere

Per il cardiologo la scelta è guidata dall’obiettivo terapeutico: semaglutide quando la priorità è la riduzione del rischio cardiovascolare documentata; tirzepatide quando l’obiettivo primario è la perdita di peso massimale. I prossimi trial chiariranno se la maggiore efficacia metabolica di tirzepatide si tradurrà anche in superiori outcome cardiovascolari.

Fonte: Frías JP et al. SURPASS-2. NEJM 2021; Aronne LJ et al. SURMOUNT-5. NEJM 2025.