Il dibattito sull’obiettivo ottimale del colesterolo LDL nei pazienti con malattia aterosclerotica ha trovato nuove conferme con la pubblicazione dello studio Ez-PAVE, presentato al congresso dell’American College of Cardiology 2026 e simultaneamente pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Il disegno dello studio

Lo studio ha randomizzato 3.048 pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica documentata a trattamento ipolipemizzante intensivo (target LDL <55 mg/dL) o convenzionale (target LDL <70 mg/dL). L’endpoint primario composito includeva morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus, rivascolarizzazione e ricovero per angina instabile a 3 anni.

I risultati

L’endpoint primario si è verificato nel 6,6% dei pazienti nel gruppo di trattamento intensivo rispetto al 9,7% nel gruppo convenzionale (HR 0,67; p=0,002), con una riduzione relativa del rischio del 33%. Il beneficio era guidato principalmente dalla riduzione delle rivascolarizzazioni (4,8% vs 7,5%) e degli infarti non fatali (0,8% vs 1,7%).

Sicurezza confermata

Gli endpoint di sicurezza — diabete de novo, miopatia, neoplasie, danno epatico o renale — non differivano tra i due gruppi, confermando il profilo favorevole degli inibitori PCSK9 e di inclisiran nella pratica clinica quotidiana.

Fonte: Lee YJ, et al. Intensive LDL cholesterol targeting in atherosclerotic cardiovascular disease. N Engl J Med 2026.